Il ruolo di Enel
Enel ha ereditato questo importante patrimonio dalla sua costituzione nel 1962. L’azienda ha dedicato da sempre risorse umane ed economiche allo sviluppo dell’energia idroelettrica in Italia, fino a contare oggi su una produzione di circa 26 miliardi di kWh da 211 grandi impianti idroelettrici e circa 300 piccole centraline mini-idro.
La produzione di energia idroelettrica Enel in Italia e equivalente al fabbisogno energetico di circa 10 milioni di famiglie italiane e permette di evitare oltre 18 milioni di tonnellate annue di anidride carbonica in atmosfera: un contributo determinante all’ambiente.
Attualmente nel nostro paese non e possibile pensare a nuovi progetti per grandi opere idroelettriche in quanto sono gia state realizzate nel corso di questo secolo le dighe e le maggiori opere impiantistiche di questo tipo. Enel ha quindi oggi una strategia di miglioramento, ammodernamento e innovazione tecnologica con l’obiettivo di migliorare la produzione continuando ad utilizzare la stessa quantita di acqua.

Oggi Enel svolge un ruolo di leader nel settore idroelettrico e rappresenta sul territorio nazionale un punto di riferimento per la gestione delle acque. Infatti sono oltre 200 i bacini idroelettrici Enel che costituiscono una risorsa non soltanto per la produzione di energia elettrica ma anche per usi plurimi condivisi con le comunita locali.

Una risorsa per molti usi
In molti casi la disponibilita idrica dei bacini idroelettrici viene utilizzata anche per usi idropotabili, irrigui e turistici. Enel e infatti partner delle istituzioni locali e degli enti di gestione territoriali nel rendere disponibile la risorsa idrica per le necessita legate alle attivita umane: agricoltura e sistemi di distribuzione di acqua potabile ricorrono in caso di bisogno alla disponibilita dei bacini idroelettrici per affrontare criticita stagionali. Una fonte rinnovabile di energia, quindi, ma anche condivisa con il territorio per la salvaguardia dell’ambiente e delle attivita umane.

L’attivita economica che si sviluppa in molti casi nelle aree dei bacini Enel e elemento di valorizzazione del territorio sia per l’indotto turistico che si genera intorno ai laghi artificiali che per le attivita sportive che si svolgono in questi luoghi.Nascono cosi imprenditoria dedicata al turismo e associazioni sportive che trovano in Enel un punto di riferimento per le diverse iniziative che possono essere promosse presso i nostri bacini come nel caso del Centro Sportivo di Presenzano, in Campania o dello sviluppo turistico nel Fiastra, in Umbria.

I serbatoi idroelettrici hanno certamente ridisegnato il paesaggio colmando le valli con specchi lacustri. Spesso questa modificazione e avvenuta in senso migliorativo e molti di questi laghi sono oggi compresi all’interno di parchi e zone protette. In molti casi, si sono create, attorno a questi bacini, zone umide adatte a molte specie di animali e vegetali.
Vere e proprie oasi naturali dove trovano dimora uccelli stanziali come quelli migratori e che, in molti casi, sono gestite in accordo con le associazioni ambientaliste.

Le dighe
Sono 136 le grandi dighe di Enel in Italia.
Sbarramenti alti piu di 15 metri capaci di raccogliere ciascuno piu di un milione di metri cubi di acqua, 136 grandi bacini ai quali si aggiungono altri 65 di volume minore, che contengono complessivamente circa due miliardi di metri cubi di acqua, volume venticinque volte piu piccolo del lago di Garda.

Una diga e progettata per fondersi con l’ambiente e costituire un tutt’uno con la roccia con cui si va a saldare, deve rispondere in modo elastico alle sollecitazioni cui e sottoposta, come le variazioni climatiche, e la spinta dell’acqua; sono opere di ingegneria che coniugano diverse competenze non solo nella fase di costruzione ma, soprattutto attualmente, nelle varie opere di manutenzione e ammodernamento.
L’interno di una diga e una sorpresa di cunicoli, pozzi e gallerie. In questi ambienti, come nelle fondazioni sono collocati un gran numero di strumenti di misura che consentono al personale specializzato la verifica di tutti i parametri legati alla sicurezza fin dalla fase di costruzione della diga.
Collaudati sistemi di rilievo, di elaborazione delle misure e l’opera quotidiana silenziosa e insostituibile del personale addetto al controllo permanente delle dighe costituiscono una sicurezza nell’esercizio. A maggior garanzia c’e l'intervento degli ingegneri del Registro Italiano Dighe, che ogni sei mesi eseguono visite ispettive su ciascuna diga.

Enel gestisce le dighe in armonia con l’ambiente, impegno riconosciuto con la certificazione EMAS, iniziata con le dighe del Cordevole, inserite nel Parco Naturale delle Dolomiti, e vanta oggi molti altri impianti idroelettrici certificati.Generalmente collocate in montagna, le dighe raccolgono gli apporti di acqua relativamente modesti di torrenti alpini o appenninici concorrendo in molti casi a proteggere il territorio a valle durante eventi di piena.
In ogni caso, nella fase di sviluppo dell’evento di piena, non vengono mai lasciate defluire portate superiori a quelle in arrivo. Le dighe garantiscono un sicuro, anche se modesto, effetto moderatore dei colmi di piena e trattengono materiali e piante trascinati dalla piene, altrimenti pericolosi per il territorio a valle: un vero strumento di controllo ambientale.

Il deflusso minimo vitale
E il rilascio di una quantita di acqua a valle della diga o dello sbarramento che permette al corpo idrico (fiume) di mantenere il proprio ecosistema per tutta la durata del suo corso. Nei casi in cui il minimo deflusso vitale non viene applicato, tra lo sbarramento e il rilascio a valle della centrale, il fiume rimane privo di acqua.
La normativa italiana a questo proposito non prevede una uniformita di comportamento; spetta quindi agli organi competenti locali stabilire le quantita minime di acqua di deflusso. In diverse realta locali Enel ha stabilito dei protocolli di intesa e avviato delle sperimentazioni per un corretto utilizzo delle acque. Queste sperimentazioni e accordi locali sono stati avviati in Piemonte, Veneto, Lombardia, Toscana e Trentino Alto Adige. Tuttavia il compromesso da raggiungere dal punto di vista etico in questo ambito non e facile se si pensa che le quantita di acqua non destinate alla produzione idroelettrica comportano una diminuzione della produzione di energia rinnovabile: un bilancio ambientale quindi da curare con estrema attenzione se si intende perseguire un obiettivo di sviluppo energetico sostenibile, riflettendo anche sul fatto che le applicazioni di quantita di deflusso non regolate con criteri equi incideranno comunque significativamente sulla “spina dorsale” dell’energia rinnovabile in Italia: la produzione idroelettrica.

Lo sghiaiamento dei bacini
Durante il normale scorrere delle stagioni l'acqua dei fiumi e dei torrenti raccoglie una certa quantita di sassi e materiali piu fine, provenienti dalle montagne, e li trasporta a valle.
Questo materiale si deposita nel lago e, con il passare del tempo, provoca un interrimento che diminuisce la quantita d'acqua utilizzabile.
Enel, grazie all’esperienza decennale maturata nell’esercizio e manutenzione degli sbarramenti idroelettrici, ha sperimentato diversi processi che permettono lo svaso periodico dei bacini, generando un duplice beneficio ambientale: non solo si trasferiscono limi e sabbie ai corsi d’acqua a valle degli sbarramenti contribuendo alla continuita del loro ecosistema, ma si ripristina anche un’ottimale capacita idraulica degli invasi a monte delle dighe. Cio si traduce sia in laghi piu accoglienti e in habitat migliori per flora e fauna, con conseguente maggior richiamo turistico, sia in una maggiore disponibilita d’acqua ad usi plurimi: non soltanto quindi idroelettrico ma anche potabile e irriguo.